22/06/2015

Riattivazione fallback https su Firefox

Di recente il protocollo HTTPS è al centro di attenzioni di cui purtroppo fin’ora non aveva mai goduto, per questo stanno emergendo una serie di vulnerabilità che fino ad oggi sono state sottovalutate dalla gran parte degli utenti e degli addetti ai lavori.

Per adeguarsi alle nuove best practice i browser si sono evoluti inserendo configurazioni sempre più restrittive nell’accesso https ai siti.
Tutto bene, tutto bello (e ci mancherebbe), purtroppo però come sappiamo il mondo dell’IT è tutt’altro che uniforme o allineato alle ultime versioni di ogni tecnologia; specialmente in ambito lavorativo capita di trovare prodotti vetusti, interfacce web per la gestione di dispositivi hardware, piuttosto che architetture che per mille motivi non possono essere aggiornate, e quindi utilizzano il vecchio e insicuro protocollo SSL2 o SSL3.
Sia chiaro, si tratta di servizi non esposti sul web, dove quindi il rischio di attacco è estremamente basso o comunque gestito mediante opportune politiche di accesso perimetrali (anche su più livelli).

Che fare quindi per riattivare la compatibilità con il vecchio protocollo e accedere in https a questi servizi ritenuti insicuri dai browser?
Firefox ci viene incontro dando la possibilità di riattivare manualmente la considetta fallback ssl3.

Aprire il browser e digitare nella barra degli indirizzi about:config, nel caso vi comparisse un warning di sicurezza come questo confermate premendo l’apposito pulsante.

Clipboard01

Inserite nella campo cerca la stringa security.tls.version.min e settatene il valore a zero.

Clipboard02

Fate lo stesso per il campo security.tls.version.fallback-limit settandone il valore a zero.

Clipboard03

A questo punto non vi resta che riavviare il browser per rendere effettiva la modifica.

Ricordate di ripristinare il valori di questi due parametri di configurazione al termine dell’attività o comunque prima di accedere a siti web.

29/05/2015

Invio notifiche email su MS SQL

Spesso si sente ripetere in modo un po’ banale che la condizione necessaria per un backup consistente è il test di restore, io di solito considero necessarie queste condizioni:

  • il backup deve essere fatto (…)
  • va effettuato un test di restore periodico
  • il backup deve essere schdulato e automatico (non deve dipendere da azioni manuali)
  • il backup deve inviare notifiche su eventuali anomalie occorse durante la schedulazione

Quest’ultimo aspetto ahimè è spesso ignorato, oppure ci si affida a notifiche inviate a prescindere senza distinguere l’effettivo esito del processo (troppe informazioni che inevitabilmente comportano la mancata rilevazione di un problema).

Questa la premessa, come ho già avuto modo di dire mi capita spesso di sguazzare tra vecchi ruderi informatici sparsi per i datacenter più insospettabili, di recente mi è capitato di mettere le mani su un server MS SQL (brrr…) 2000 (brrr²….) con piani di manutenzione disastrati e backup in uno stato di completo abbandono.
Come solo i vecchi sistemisti ricorderanno MS SQL 2000 richiede ufficialmente l’utilizzo di Exchange (brrrr³…) per inviare notifiche email sull’esito dei maintenance plan, un autentico furto a mano armata…

Come alternativa propongo questa semplice soluzione che non comporta alcuno stravolgimento architetturale ed è applicabile anche a versioni più recenti del database MS (che per fortuna hanno colmato questa lacuna con apposite procedure).

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20/05/2015

Errore rpm

Durante qualche scorribanda sistemistica potrebbe capitare anche voi di trovarvi nella spiacevole condizione di non riuscire a installare un semplice package rpm su una delle distribuzioni GNU/Linux derivate da RedHat.

A me è capitato di recente mentre mi accingevo ad installare l’agente EMC² Networker su un server presso un cliente, il triste errore è il seguente:

rpmerror01

Controllando meglio il server (fresco fresco di installazione e quindi non ancora sotto monitoraggio) mi sono accorto che il volume montato in /var risultava completamente saturo, motivo per cui il package manager non è riuscito ad aggiornare il database locale.

Anche dopo aver esteso il volume però il risultato non ha accennato a migliorare, sintomo che doveva essere successo qualcosa di spiacevole al suddetto database rpm. Vista la situazione non è rimasto altro da fare che cancellarlo…

rpmerror02

…e ricostruirlo mediante il comando “rpm –rebuilddb”, al termine del quale l’installazione del package si concluso con esito splendido splendente.

rpmerror04

 

22/04/2015

Python

python

18/04/2015

Diario di un niubbo spaziale, episodio 2

Nemmeno tre mesi di gioco e già tutto cambia.
Il mega progetto della alleanza italiana è stato abbandonato e si è deciso di migrare, anzichè dare vita ad una piccola alleanza formata da tante corp si è deciso di creare una grande corp italiana e con essa entrare in una alleanza più grande e internazionale; non troppo grande (in modo da essere competitivi e anzi decisivi) ma nemmeno troppo piccola e insignificante.
La scelta è caduta su una alleanza che fa parte della mastodondica Goonswarm Federation, una delle gigamegaultra ally storiche di Eve Online, una di quelle che muove migliaia di giocatori e navi ad ogni op, una di quelle realtà che hanno fatto e fanno tutt’ora la storia del gioco.
I vantaggi di questa scelta sono molteplici, facciamo parte di un gruppo che già fa un sacco di cose alle quali possiamo aggregarci, siamo comunque indipendenti e possiamo gestirci come vogliamo facendo op in autonomia, stiamo in una regione di spazio molto interessante e molto vicina all’hub commerciale più grande del gioco (Jita), abbiamo un sacco di servizi in più rispetto a quelli che la nostra vecchia ally fai-da-te poteva offrire (cmq ci stavamo organizzando per avere tutto anche nei vecchi sistemi).
All’inizio ero un po’ dubbioso riguardo alla location, col passare delle settimane però mi sto ricredendo, anzi mi fa parecchio piacere partecipare ad attività con gente che non conosco, che magari non sarà brava o preparata come i nostri fleet commanders, però ci si diverte.

Il trasloco è stato decisamente traumatico, io sono noob con poche navi e pochi asset, ciò nonostante il periodo transitorio e poi il trasloco sono stati stressanti, non tanto per gli spostamenti (agevolati da un’ottima logistica di corp) ma per il fatto di rompere una ruotine di attività ormai ben avviate che andavano avanti da più di 2 mesi, senza contare il discreto costo economico dell’operazione (circa il 20% dei miei averi, senza contare le navi più piccole che ho lasciato in low sec e che probabilmente non andrò mai a recuperare).

trasloco

A tal proposito ho ripreso solo da pochi giorni la mia produzione planetaria nella nostra nuova casa, purtroppo il prodotto con cui ho trafficato fin’ora (refrigerante) ha avuto un crollo di prezzi impressionante (ne conservo ancora una discreta scorta in attesa che il mercato riprenda), nel frattempo ho deciso di cambiare produzione e puntare sull’uranio arricchito, che ha un ottimo margine di guadagno e mi dovrebbe dare un bel boost al borsellino…

coolant

In generale il gioco procede come previsto, ovvero secondo i miei ritmi da bradipo.
Sto cominciando ad uscire dal tunnel delle skill da noob e pian piano sto arrivando ad avere le skill fondamentali ad un livello quasi decente; fino ad ora aprendo il fitting di qualche nave ero costantemente tempestato di X rosse ad ogni modulo (segno che non soddisfavo i requisiti di skill previsti per poter usarlo), ora i segni di spunta verdi sono sempre più frequenti, cpu e powergrid sono a un buon livello e ottenere un setup con capacitor stabile è sempre meno difficile (quando non è stabile la nave letteralmente “si spegne” e si diventa carne da macello).

Anzi mi correggo, non sono diventato figo tutto d’un colpo, e di fatto il mio pg è ancora un niubbo a cui mancano millemila skill… quello che è cambiato è molto più interessante, è cambiato il mio approccio al gioco; all’inizio tutto era oscuro e i consigli che mi piovevano addosso (sempre utili e bene accetti) mi suonavano un po’ come dogmi incompresibili, ora comincio faticosamente a capire il perchè di certe scelte, analizzo i fit che mi vengono passati con tool esterni al gioco e capisco perchè non posso usare un determinato modulo o setup, quindi decido la strategia per riempire quei vuoti soddisfando i requisiti che mi mancano.
Sembra una banalità ma mi ci sono voluti ben 3 mesi di gioco (merito anche della mia ottusità crassa, supina, turpe e vergognosa…) per uscire dal vuoto cosmico di ignoranza che mi circondava, e ora comincio a vedere la luce… sarà lunga ma è pur sempre qualcosa.

PS: se qualcuno deciderà un giorno di provare ad addentrarsi in Eve tenga presente questo sacro assioma: prima ancora di installare il gioco scaricare e installate Eve Fitting Tool.
E’ una semplice utility che utilizzando le API del gioco permette di provare qualsiasi fit possiate immaginare senza dover comprare nulla, con questo il gioco assume tutta un’altra prospettiva e quello all’inzio può sembrare oscuro e insondabile acquista magicamente un senso :)

Stay tuned

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