17/10/2018

Wind Infostrada FTTC

Dopo tanto tempo ho deciso di scrivere uno post in italiano sperando che possa agevolarne la diffusione tra gli utenti del nostro Paese che si accingono ad aderire alle varie offerte di connettività propinate dai diversi operatori tlc.

Nel mio caso si tratta di Wind, operatore con il quale ho iniziato ad avere rapporti nel 2007 dopo una iniziale esperienza con NGI.
A onor del vero devo confessare di non aver mai avuto problemi catastrofici, la mia vecchia linea ADSL (seppur limitata a 4Mbps in downstream) si è sempre dimostrata stabile, affidabile e con una latenza decisamente superiore alla media.
A parte il feedback tecnico (variabile da zona a zona a causa dell’infrastruttura spesso in stato di abbandono) quello che mi ha favorevolmente impressionato è la flessibilità di Wind nell’applicare profili di connettività differenti da quelli proposti come standard, nel mio caso alzando la banda di upstream da 128Kbps a 512Kbps.

Poco meno di un anno fa scopro di avere copertura FTTC, viste la tariffe vantaggiose e il buon rapporto maturato decido di rimanere con questo operatore, tutto perfetto fino allo scorso agosto, quando noto un sensibile rallentamento nel downstream e un drastico aumento nella latenza.
Provo a lanciare qualche test con Speedtest.net utilizzando il server per me più affidabile (Fastweb Milano) e ottengo un ping aumentato da 5/6 a 25 ms e una banda in downstream diminuita da 60/70Mbps a 15/20Mbps.

Ripeto il test ogni giorno e ottengo lo stesso risultato, schedulo un test ogni 15 minuti utilizzando l’ottimo speedtest-cli da cui emerge un evidente problema di saturazione nelle ore serali, con qualche anticipo pomeridiano nel week end,  questo è il risultato, giudicate voi.

 

 

22/06/2015

Riattivazione fallback https su Firefox

Di recente il protocollo HTTPS è al centro di attenzioni di cui purtroppo fin’ora non aveva mai goduto, per questo stanno emergendo una serie di vulnerabilità che fino ad oggi sono state sottovalutate dalla gran parte degli utenti e degli addetti ai lavori.

Per adeguarsi alle nuove best practice i browser si sono evoluti inserendo configurazioni sempre più restrittive nell’accesso https ai siti.
Tutto bene, tutto bello (e ci mancherebbe), purtroppo però come sappiamo il mondo dell’IT è tutt’altro che uniforme o allineato alle ultime versioni di ogni tecnologia; specialmente in ambito lavorativo capita di trovare prodotti vetusti, interfacce web per la gestione di dispositivi hardware, piuttosto che architetture che per mille motivi non possono essere aggiornate, e quindi utilizzano il vecchio e insicuro protocollo SSL2 o SSL3.
Sia chiaro, si tratta di servizi non esposti sul web, dove quindi il rischio di attacco è estremamente basso o comunque gestito mediante opportune politiche di accesso perimetrali (anche su più livelli).

Che fare quindi per riattivare la compatibilità con il vecchio protocollo e accedere in https a questi servizi ritenuti insicuri dai browser?
Firefox ci viene incontro dando la possibilità di riattivare manualmente la considetta fallback ssl3.

Aprire il browser e digitare nella barra degli indirizzi about:config, nel caso vi comparisse un warning di sicurezza come questo confermate premendo l’apposito pulsante.

Clipboard01

Inserite nella campo cerca la stringa security.tls.version.min e settatene il valore a zero.

Clipboard02

Fate lo stesso per il campo security.tls.version.fallback-limit settandone il valore a zero.

Clipboard03

A questo punto non vi resta che riavviare il browser per rendere effettiva la modifica.

Ricordate di ripristinare il valori di questi due parametri di configurazione al termine dell’attività o comunque prima di accedere a siti web.

25/02/2015

Redhat Network… WTF?!??!

Ecco un piccolo esempio del perchè è sempre utile usare estensioni per modificare la lingua del proprio browser.

rhel

SGRUNT…

27/10/2014

Hatred e la violenza nei videogiochi

Sta facendo un gran parlare di se il trailer di Hatred, ovvero questo simpatico sparattutto in terza persona dove l’obbiettivo sembra essere semplicemente quello di sterminare ogni forma di vita.
Giusto ieri stavo leggendo un post sull’Angolo di Farenz intitolato appunto “Hatred e il senso di giocare“, volevo inserire un commento, ma visto che non ho tempo ne voglia di attendere che qualcuno mi attivi l’account ho deciso di scrivere qui quello che penso di quel post e di quel poco che si sa del gioco.

Iniziamo col dire che anch’io come l’autore del post non sono particolarmente disturbato dal ruolo che il giocatore dovrà ricoprire nel titolo in questione, insomma anche per me non fa ne caldo ne freddo andare in giro a freddare innocenti in un videogioco.
Quello che non condivido è quanto viene detto dopo, io non trovo ridicolo proporre titoli del genere, non trovo che siano scandalosi, e francamente non me ne può fregare nulla del loro presunto valore educativo o diseducativo (ogni adulto è responsabile per se stesso, i minori non sono un mio problema ma dei genitori).

Trovo questo atteggiamento decisamente ipocrita, l’autore non vuol dire che il gioco è scadaloso o sconvenientemente violento perchè sarebbe troppo “matusa” (o simile ai soliti giudizi dei media tradizionali), così mena il can per l’aia pur di demolirlo senza sapere nulla (perchè dal trailer non si deduce nulla dei mille aspetti con cui valutare un videogioco); semplicemente si limita a demolire un titolo sconosciuto dicendo che il massacro è fatto “così a cazzo”, senza motivo.
Ma scusate cari compari dell’Angolo, che mi dite delle migliaia di titoli più o meno acclamati dove il giocatore è costretto a fare cose “a cazzo”?

La ragione vera è che questo gioco si basa su una violenza gratuita e inspiegabile, violenza come fine e non come mezzo che spaventa e innorridisce l’autore e tanti che hanno commentato negativamente, smontando in anticipo un gioco che fin’ora nessuna ha avuto modo di provare.
Io in questo ci vedo molta ipocrisia (o per dirla alla Farenz, “faccia di culo”), per anni si è giustamente risposto  alle accuse di violenza nei videogiochi ripetendo che il mondo dei videogiochi e quello reale sono due cose distinte, ora che un videogioco non solo propone la violenza ma nel modo più crudo e spaventevole (per il semplice fatto che è senza motivo) si accampano scuse e si cerca un “non motivo” per screditare il videogioco.

La realtà è che la violenza gratuita e ingiustificata nel mondo esiste, la troviamo nella storia come nella cronaca, e proprio perchè ingiustificata ci spaventa e rappresenta un tabù.
Io non trovo nulla di scandaloso nel proporla in un videogioco, anzi nel costruirci un videogioco attorno, anzi trovo che sia una operazione normale (visto che è già stata fatta per tantissime altre forme artistiche) che può aiutare ad esorcizzare questa paura e forse a superare questo tabù.

Forse i media dovrebbero riflettere un po’ più sul perchè questo tipo di violenza ci spaventa così tanto, perchè genera risposte così violente (questa si violenza reale, anche se solo scritta) ogni volta che viene inserita in una forma artistica (videogioco, film, libro, musica  o altro), penso sarebbe una discussione ben più matura e utile rispetto allo starnazzare dietro a un videogioco.

14/07/2014

OVH VPS Classic

Eccomi qui a distanza di un anno esatto ad affrontare l’ennesima migrazione del blog (che ormai somiglia sempre più a un ambiente di test per provider).

Dopo aver aver provato l’ottimo servizio di hosting di Siteground ho mio malgrado deciso di cambiare aria, non certo per la qualità del servizio (sempre ottima), ma per una pura questione di costi; al termine dell’anno promozionale l’hosting condiviso base di Siteground lievita a quasi 100 $ l’anno, decisamente troppo per il mio target.

A questo punto il dubbio amletico: hosting o vps?
OVH ha deciso di togliermi ogni dubbio in merito con una offerta che francamente ha del miracoloso, ovvero VPS Classic:

  • 1 CPU Opteron 4284 3GHz
  • 1 GB di ram
  • 10 GB di storage
  • banda e traffico a carrettate

…il tutto alla modica cifra di 2,43 € al mese iva inclusa.

Il servizio di primo acchito sembra essere ottimo, ordine e pagamenti semplici e immediati, tempo 5 minuti dal pagamento e sarete già connessi in ssh al vps.

ovh-vps1

L’interfaccia di amministrazione è pulita e molto funzionale, la schermata principale mostra le risorse della macchina, gli ip, lo stato dei servizi in ascolto (http, https, ssh, dns, smtp e raggiungibilità via ping) e poco altro.
Accedendo ai menù avanzati è possibile verificare l’andamento delle principali risorse in modo più dettagliato, riavviare, modificare la password di root (il che causa un riavvio del vps), modificare il contratto o rinnovarlo, e reinstallare il vps scegliendo tra diverse distribuzioni (Debian 6 e 7, CentOS 6, Ubuntu 13.10 e 14.04) o setup che comprendono alcuni dei cms più diffusi o pannelli di amministrazione.

Ovviamente non manca un comodo KVM che permette di accedere alla console del vps, giusto nel caso abbiate pasticciato un po’ con la rete e iptables.

OVH - VPS

Le performance sono… eh no, queste le vedremo prossimamente, diciamo che per ora sono più che soddisfatto :D

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