02/09/2006

Sicari Oscuri

Ormai è quasi un mese che ho cominciato a giocare a Battlefiled 2, ed è quasi un mese che sto godendo come un levriero afgano.
Quello di giocare in un clan vero è sempre stato un sogno fin da quando vidi un mio carissimo amico (AttilaX) giocare alcune clanwar ufficiali con il suo clan di Counter Strike, i mitici e simpaticissimi FCA.
Il vedere quei ragazzi che oltre a giocare in multiplayer facevano SQUADRA parlandosi con microfono e Roger Wilko è stata una vera e propria rivelazione per il sottoscritto; vedere poi un clan organizzato, con delle tattiche e dei ruoli ben precisi rappresentò un ulteriore salto di qualità, da gioco multiplayer normale a quello che alcuni definiscono e-sport.
Fu così che trovai un nuovo motivo per sbavare alla ricerca della tanto agognata copertura adsl, oltre che una nuova sofferenza ogni volta che mi trovavo costretto ad usare il buon vecchio modem 56Kbps…

Quando circa un mese e mezzo fa i miei sogni si avverarono e il tecnico Telecom mi disse che potevo avere una nuova linea telefonica con adsl, cominciai subito a cercare sui forum un clan di Battlefield 2 che stesse reclutanto nuovi giocatori.
Trovai questo gruppo che mi attirò soprattutto per due motivi, prima di tutto proveniva da Vietcong, un gioco che ho molto amato in single player (sia per il gameplay che per l’atmosfera), e in secondo luogo si trattava di un gruppo che da poco era passato a BF2, adatto quindi a un niubbone come il sottoscritto.

Da allora ho cominciato a macinare con loro un sacco di ore di gioco e non solo, credo di aver trovato un ottimo clan pieno di gente davvero in gamba, alcuni hanno molta esperienza di gioco, altri bene o male sono ad un livello simile al mio.
Al di la delle skill quello che più mi piace è che si tratta di gente corretta e che gioca con molta sportività, e questo credo che sia un aspetto che dimostri molto più di tutto il resto il valore delle persone che stanno dietro a tutti quei nick :)

Già che ci siamo vorrei ringraziare:
– Gula, come capoclan per avermi accolto così calorosamente :)
– Praetorian e Stermayer, per avermi insegnato così tanto in così poco tempo e per la pazienza dimostrata :)
– al4sAr, per lo sblocco delle armi di Special Forces :)
– BlackDragon, per la form del sito che ho usato per inserirmi nel clan nonostante il reclutamento fosse chiuso :P
– Tutti gli altri con cui ho giocato fin’ora, Mr.Forti, Ivanoss, B0sK (muhuhuhuahah alla fine ti ho beccato da distanza siderale :P ), B|ackblrd_24, Balistico(che anima di pistola… :) ), $n4kE, Ombra, Rayzan (ora ti rianimo :P), Lord Ar3s, zenigata, Bioskain, MT8 Caleb. E ora beccatevi il mio personaggio di Battlefield 2

31/08/2006

MMORPGnomani

Sto leggendo alcuni curiosi articoli e pareri di lettori riguardo al fenomeno da dipendenza da MMORPG.
Per chi non lo sapesse i MMORPG sono videogiochi di ruolo che si svolgono soltanto online e su ambientazioni persistenti, mondi che esistono e rimangono attivi a prescindere dal fatto che il proprio personaggio sia attivo.
Apparentemente sembrerebbero essere la manna dal cielo per chi come il sottoscritto ha sempre sognato di giocare di ruolo con altre persone eliminando le distanze, interpretando il proprio personaggio direttamente da casa e con tante persone, con gruppi eterogenei e non sempre con quei 4 o 5 amici (non che questo non sia bello eh…).

Il problema è che pare che questi MMORPG siano giocati in modo un po’ troppo superficiale, orde e orde di giocatori che sbavano come levrieri afgani per conquistare oggetti magici o semplicemente un avanzamento di livello, interpretazione zero, interazione con gli altri giocatori limitata ai combattimenti… Ci sono poi giocatori che passano giornate intere a ripetere ininterrottamente operazioni stupide e ripetitive al solo scopo di aumentare una determinata caratteristica del loro personaggio, altri che addirittura vendono il proprio tempo per far avanzare di livello il personaggio di altri, che ovviamente devono corrispondere in moneta sonante.

Come si può facilmente immaginare c’è chi si sta preoccupando seriamente della questione, in vari forum si sta discutendo dell’argomento e francamente mi fa un po’ specie leggere commenti come questo che riporto e che si riferisce a World of Warcraft (WoW), il MMORPG del momento:
“alcuni conoscenti hanno lasciato la scuola per WoW… e le loro famiglie ( di merda ) se ne fottono… WoW è una droga e basta. Giocano anche 8 ore al giorno e le rare volte che escono di casa pensano solo a quando potranno ritornare a giocare a WoW. Torniamo coi piedi per terra plz.”

Chi si ricorda della Associazione Famiglie Cattoliche “San Carlo Borromeo”?
Si trattava di un bellissimo scherzo nato qualche anno fa sui newsgroup italiani dedicati ai videogiochi, vi riporto uno degli interventi della Borromeo che ho conservato “per ragioni sentimentali”, dateci una lettura e scompisciatevi dalle risate, poi provate a rileggere il post che ho riportato sopra, vi dice niente?

Cari ragazzi,
il male dei videogiochi avanza, e i nostri messaggi tentano eroicamente e
disperatamente di arginarne gli effetti. Purtroppo, sugli stessi gruppi di
discussione dove appaiono le lettere della Borromeo, si notano minacciosi e
sconcertanti annunci. Molti giovani dichiarano di essere alla ricerca del
“crack” per questo o quel gioco, allo scopo di “masterizzarlo”. La nostra
assidua frequentazione del mondo giovanile – esplorato in ogni sua debolezza
e bruttura – ci ha svelato che il “crack” è una pericolosa droga sintetica;
supponiamo che “masterizzare” (strano neologismo!), venga dall’inglese
“master”, che significa “campione”. Quindi il senso di questi messaggi
appare in tutta la sua orrenda evidenza: “Cerchiamo una droga che ci
permetta di diventare campioni in questo videogioco!”. Spesso questi
messaggi sono accompagnati da disperate affermazioni come “Aiuto, sono
disperato!” o “Vi prego, speditemelo subito!”. E’ il classico atteggiamento
del tossicomane in astinenza, disposto a rubare, a uccidere, a prostituirsi,
pur di non sottrarsi alla sua quotidiana dose. A quale schiavitù i
videogiochi vi conducono! Il nesso tra videogiochi e tossicodipendenza è
messo in luce dal prezioso rapporto medico del dottor F. Gelemen, “Il
cartello Nintendo – Droga e intrattenimento elettronico” (Santa Prisca
Press, Columbia, 1997). Estrapoliamo qualche stralcio dallo scritto
succitato:

“E’ stato dimostrato che giocare ai videogames sotto effetto di droga
migliora nettamente il rendimento. La droga opera una dilatazione della
percezione, nonché una intensa focalizzazione sull’oggetto – videogame. I
riflessi del giocatore vengono esaltati, la sua reattività aumenta; ma a
quale prezzo?
Il coinvolgimento della multinazionale Nintendo nel traffico internazionale
di droga non è stato ancora provato, ma questo è dovuto agli esperti
avvocati di questa potente associazione a delinquere. Sono comunque
indicativi i nomi che gli spacciatori colombiani danno ai vari tipi di
sostanze artificiali, tutti ispirati ai videogiochi Nintendo. L’eroina è
definita “Perla” o “Principessa”, la cocaina “Mario” (per la frenesia tipica
di questo personaggio, che come un invasato è capace di compiere salti
sovrumani), l’hashish “Yoshi”, forse per una semplice assonanza tra le due
parole.”

Dati, come al solito, inconfutabili. Che voi presto vi affretterete a
ridicolizzare pur di rimuovere la consapevolezza della vostra schiavitù.
L’Associazione Borromeo sta inoltre indagando su quei messaggi che chiedono
in che modo “caricare” o “scaricare” le Rom. Si tratta, indubbiamente, di
un gergo legato al mondo della prostituzione, in quanto è impossibile non
riconoscere nelle Rom le donne slave che fanno mercimonio del proprio corpo
all’angolo dei marciapiedi. Il “caricare” e lo “scaricare”, quindi, allude
senz’altro al mercato della prostituzione. Quanta infamia si nasconde dentro
l’orrendo mercato dei videogiochi!
Sperando che almeno questo messaggio vi abbia illuminato, preghiamo il
Signore perché vi assista e vi aiuti.

Associazione Famiglie Cattoliche “San Carlo Borromeo”

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