04/01/2016

2016 goals

Happy new year to all the four readers of this kender blog :)
I’m really happy that 2015 is gone, for me it was a really hard year, too much stress at work, to much time spent on stupid things and sadly to many people passed, relatives and people I really loved.

I think it’s a good habit to think at new goals for the new year, so that’s my list.

  1. Get rid of old OS’s
    At work and customers It’s plenty of old, really old systems based on Rhel 3, Rhel 4, Windows 2000 (yep, you read right, Windows 2000), Windows 2003.
    We always talk and plan to replace them with new OS’s but those activities always fall in the end of the to-do list, we got to move forward.
  2. Get an Oracle dbms certification
    It’s years I’m planning to get this damn OCA certification, this is the year I got to absolutely do this!!
  3. Move systems to virtualize environment
    I have too many systems and services running on old hardware, IBM xSeries 3xx, old DS4300 storage SAN and many other, I need to virtualize and get rid of these old machines.
  4. Push the KISS model
    Developers and commercials always try to push for more features and more complex environments, I have to push more and more for simple services and get rid of ridiculous complex services.
    If a web application can run an a simple and scalable Tomcat why you have to deploy it on that huge, complex and useless WebSphere Uber Application server cluster?
  5. Get a motocycle license
    Yes, It’s an old story and I reapeat it every year :)
  6. Swim
    I already have a swimming pool subscription in my hands (perhaps the most useful Christmas gift I ever had), It’s time to move my ass and start swimming.
    In past when I did it frequently I felt much better, much less stressed, my blood pressure problems vanished, no more headaches, all seemed better, so why don’t start again?
  7. Get a second Eve account
    I know that’s the less importart, but after a year of Eve experience I feel I’m ready for a second Eve account, my income from planetary interaction can cover a monthly plex so I think it’s the time to make this step.Maybe a Jumpfreighter pilot? :)

23/07/2015

Le vacanze del popolo della partita iva

Prendo spunto da un articolo pubblicato su Gioia e twittato dalla spumeggiante Denai per postare il mio punto di vista su un argomento piuttosto delicato, il mondo delle partite iva.
Lavoro ormai da quindici anni nel settore IT, terreno fertile per le piva (vere o false), iniziai giusto nella fase calante della cosidetta “bolla IT” dove le aziende macinavano utili a randa e la gente veniva pagata anche solo per generare costi e ridurre l’imponibile per le tasse.

Era un periodo in cui le aziendine informatiche spuntavano come funghi, bastava scrivere quattro tag html con un editor di testo per fatturare quelli che oggi sarebbero 1000 euro al giorno, insomma si facevano “i big money”.
Poi la bolla scoppiò e fu pianto e stridore di denti, ma fino ad allora per chi si affacciava sul mercato IT le due formule di assunzione più gettonate erano: tempo indeterminato o contratto di collaborazione continuativa.
Io delle due scelsi la prima, fui perculato da ex colleghi come ingenuo, poi la marea cambiò, i co.co.co divennero co.co.pro. con maggiori restrizioni, i suddetti piansero lacrime e sangue a causa della loro ingordigia (a me rise anche l’elastico delle mutande) e via di questo passo fino alla precarietà e invasione delle (in gran parte false) partite iva.

Ora, io non ho nessuna intenzione di scatenare flame o dare addosso in alcun modo a chi ha una partita iva e non si sente valorizzato (professionalmente o economicamente), lungi da me mancargli di rispetto o banalizzare gli oggettivi problemi (pagamenti in primis) che affliggono questa categoria… però francamente trovo l’articolo di Gioia banale e sbagliato.
Quello descritto delle piva è una faccenda complessa, pertanto non può essere liquidata in modo così netto e soprattutto generalizzando, ne dal punto di vista dei lavoratori autonomi ne di quello dei dipendenti.

Anzitutto imho occore distinguere tra piva vere e piva fasulle; le prime sono una scelta, le seconde sono una forzatura e un errore che deve sparire.
Chi è stato (o si è sentito obbligato) ad aprire la piva ma di fatto fa lavoro dipedente, degradante e sottopagato, non si deve azzardare a vomitare sui lavoratori dipendenti la propria condizione o il proprio disagio; uno può anche essersi trovato in questa condizione ma non è colpa di nessun altro, se non di se stesso, se decide di rimanere in questo stato, se non fa valere i propri diritti di lavoratore autonomo e subisce ogni cazzata che l’azienda/sfruttatore di turno gli rovescia addosso.
I propri diritti si fanno valere ANZITUTTO personalmente, facendosi aiutare da chi ne sa più (es sindacati, perchè no?) ma dandosi da fare, non scaricando sugli altri le proprie ingiustizie.

Chi invece la partita iva l’ha scelta di proposito e si comporta da vero libero professionista imho non ha diritto di lamentarsi tranne che per gli impedimenti burocratici (es lungaggini della giustizia per farsi riconoscere quanto dovuto, e qui mi piacerebbe parlare con i fan di mister B. e della sua fregola sulla giustizia penale, quando invece la vera piaga sta nella giustizia civile) e per quali non smetterò mai di essere solidale; per il resto, es retribuzione non adeguata o scarsità di clienti, mi spiace ma hai voluto la bicicletta?

Tema tasse, ci sono per tutti e fino a prova contraria in Italia l’unica categoria che le paga, le ha sempre pagate e le pagherà sempre sono i lavoratori dipendenti, e questo è un dato OGGETTIVO e INCONTROVERTIBILE.
Qui le piva si disperano, si sentono tartassate etc etc, e qui parte la whinata del secolo… poi non appena il lavoratore dipendente alza la cresta partono come piranha affamati in flame infiniti.
Amici liberi professionisti, permettete che vi dia un consiglio, se dovete incazzarvi (e ne avete tutto il diritto) fatelo con i vostri colleghi liberi professionisti che non hanno mai pagato un centesimo di quanto avrebbero dovuto, fatelo con gli “imprenditori” (le virgolette non sono un caso) che intestano alla società anche la cuccia del cane, fatelo con i vostri rappresentanti che sparano bordate contro i sindacati, salvo poi zittirsi di fronte alle aziende che frodano il fisco, che rastrellano finanziamenti pubblici per poi sparire, che si teletrasportano in Transnistria per spremere ogni centesimo di utile, che pagano il pizzo e non denunciano, che sono colluse con la malavita, che sfruttano i poveracci come schiavi (e di casi del genere da ragazzo ne ho visti anche nella “eccellente eccellenza lombarda”).
Voi state pagando ora le porcate che ieri (ma anche oggi) i vostri colleghi hanno causato, non certo i lavoratori dipendenti o i sindacati.

Per concludere permettetemi poi di sfatare la cazzata secondo cui chi apre una piva è un superuomo o un martire da venerare, mentre chi sceglie il lavoro dipendente un pavido fannullone.
Ci saranno casi ascrivibili a questi esempi, ma sono certamente una sparuta minoranza statisticamente non significativa.
La scelta imho non è solo economica, ma soprattutto di carattere e di obbiettivi che il singolo si pone nei confronti del lavoro; chi sceglie le piva lo fa per l’indipendenza, perchè non ama veder programmato il proprio lavoro da altri (cosa che comunque avviene in parte, visto che il cliente ha sempre ragione… e lo so bene lavorando come consulente presso clienti), chi sceglie il lavoro dipendente lo fa perchè ha altro nella testa, oppure perchè non ne vuole sapere di fare altro al di fuori del proprio lavoro.
Io sono tra questi ultimi, non voglio sapere nulla di fatture, margini, contrattazione, pagamenti, a me piace il mio lavoro, è la mia passione e il mio divertimento, io voglio fare solo quello, punto.
Se una persona apre la piva pensando di dedicarsi solo all’attività pratica senza pensare a tutto il resto o pensando che sia secondario… beh ha sbagliato di grosso.

Dimenticavo, se qualcuno (es Gioia) insiste sulla favoletta secondo cui i lavoratori dipendenti vivono sereni con i loro stipendi garantiti, gli consiglierei di farsi un giro nelle aziende (ormai la maggior parte) piene di lavoratori in cassa integrazione, di contratti di solidarietà, di lavoratori in mobilità, o nella migliore delle ipotesi in tutte quelle aziende (ormai si fa prima a contare quelle che non lo sono) che hanno mensilità arretrate da saldare, magari da anni…
Bella vita, eh?

Just my 2 cents.

22/04/2015

Python

python

29/11/2014

Non è un paese per Sam

Quoto Crozza, l’Italia è un paese di bifolchi!

24/10/2014

Meraviglie milanesi

Qualche volta Milano stupisce con qualche chicca d’antologia, oggi è toccato alla Varadero sidecar!

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