03/02/2010

RI-RI-ROTFL

30/01/2010

RI-ROTFL!!!

27/04/2009

Addio Geocities

PI ha pubblicato proprio ora una news riguardante l'imminente chiusura di uno dei network storici del web, Geocities.
Per chi non lo conoscesse (beata gioventù…), Geocities permetteva ai propri utenti di usufruire di uno spazio web gratuito e personale, inizialmente strutturato come se il sito non fosse altro che la propria abitazione con tanto di indirizzo che riproduceva una pseudo-città online.

Per molti ora potrà sembrare un servizio inutile e banale, spazio web gratuito? Che c'è di nuovo?
Consideriamo però che quello di Geocities fu il primo di questo genere di servizi, un pioniere che ha fatto da apripista in un'epoca dove solo il fatto di connettersi alla rete significava spendere una sacco di quattrini.
Era il periodo dei mailto linkati con le @ animate, delle gif "lavori in corso", dei frameset messi a casaccio; i fogli di stile non esistevano nemmeno nella mente di chi li ha inventati, era la golden age dell'html, quando l'editor per eccellenza era il notepad, quando fare una tabella in html era un lavoro da mal di testa :)

Qualcuno si chiederà perchè non stia esultando per la chiusura di questo arcaico e inutile servizio…
Il motivo è semplice, Geocities ha rappresentato un fenomeno culturale e sociale pazzesco, è stato il precursore di quelle che oggi chiamiamo community, è stato il servizio che ha dato il via ai webring, per non parlare dell'incredibile spinta culturale che ha dato ad una intera generazione.
Teniamo presente che Geocities è stato il servizio che ha spinto a formarsi tutta la prima generazione di webdesigner, gente che ha cominciato a smazzolarsi tonnellate di reference html, messe poi in pratica con freddi tag scritti su un file di testo.

Insomma erano i tempi in cui per fare qualcosa occorreva impegno, dedizione, pazienza e costanza… :\
Anche se mi rendo conto che tutto questo può sembrare vecchio e decrepito, del resto vivamo nell'epoca del "2.0", dove anche un babbuino ubriaco saprebbe gestire una pagina su facebook o myspace :(

20/04/2009

UDC?

Spero che Massimo Mantellini mi scuserà se mi permetto di rubare una gif al suo sito, ma è già passato un quarto d'ora da quando l'ho vista e mi sono messo a ridere, ora il mal di pancia comincia a essere insopportabile… ROTFL! :D

 

 

Per chi ha voglia di sbizzarrirsi consiglio il generatore di cartelloni dell'UDC presente sul sito di PTWG

03/10/2008

Terrorismo tecnologico

Notizia di oggi ripresa dal celebre sito Ars Technica: due eminenti ricercatori hanno scoperto una vulnerabilità nello stack TCP/IP che metterebbe a rischio di riavvio qualsiasi sistema o servizio di rete.
Per i meno avvezzi alla tecnologia il TCP/IP è un insieme di protocolli utilizzati comunemente per scambiare dati tra sistemi informatici e sostanzialmente rappresenta la base su cui si poggia la quasi totalità delle reti informatiche, internet compresa.

Ora che sappiamo tutti di cosa sto parlando vediamo di chiarire alcuni aspetti, anzitutto il protocollo TCP/IP è nato una trentina di anni fa per gestire piccole reti, ora è (ab)usato per gestire la comunicazione tra un numero gargantuesco di sistemi, già questo dovrebbe far riflettere…
Il protocollo TCP/IP è un protocollo che si basa su concetti come errori e collissioni di pacchetti, tant'è che gran parte della logica di questa tecnologia si occupa dei controlli e della ritrasmissione in caso di problemi, altro elemento che dovrebbe far riflettere…
Terzo elemento chiave, le implementazioni di questo protocollo sono tante, variegate e gestite in modo indipendente l'una dall'altra.
Insomma in questo protocollo ci sono più cose che non dovrebbero funzionare del contrario, eppure… funziona.

Ora veniamo ai geni che hanno diffuso questo ingiustificato terrorismo tecnologico, si parla di "rischio di riavvio per i sistemi attaccati". Francamente qui mi viene da ridere, tenete presente che il tipico sistema/servizio informatico di dimensioni e importanza tale da poter essere ritenuto un possibile attacco di questo genere:

  • è stato sviluppato da una miriade di società o professionisti differenti che si sono avvicendati nel tempo spesso senza adeguati passaggi di consegne o formazione
  • all'interno delle singole società che hanno preso in carico il sistema le persone che si sono avvicendate sul progetto sono tante e spesso tra loro non si parlano
  • è stato implementato utilizzando nmila servizi e strumenti differenti, ognuno con le sue vulnerabilità e i suoi problemi, tali da generare un livello di complessità spaventoso
  • è strutturato con un livello di complessità spesso superiore di diversi ordini di grandezza rispetto al risultato che si deve ottenere
  • spesso è nato "oggi per ieri" usando strumenti di fortuna o immediatamente disponibili e poi diventati definitivi anche se inadeguati

Insomma, quasi ogni progetto, grande o piccolo che sia rispecchia la naturale tendenza al caos che regola la nostra vita quotidiana, e per questi motivi spesso deve essere riavviato parzialmente o per intero ciclicamente o con cadenza randomica a causa di interruzioni nei vari "pezzi del puzzle".

E qualcuno da anche retta a due squinternati che parlano di una evenienza rara e che genera qualcosa che già è una realtà, quotidianamente, costantemente anche mentre state leggendo questo post?

Ma andiamo… evolviamoci… :\

 

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